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Avviso n. 4/2017

MES

Fondimpresa, fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, promuove la formazione continua dei quadri, degli impiegati e degli operai nelle imprese. Con l’avviso n. 4/2017 ha finanziato (attraverso le risorse trasferite al fondo dall’Inps) piani condivisi per la formazione dei lavoratori sui temi chiave per la competitività delle imprese aderenti.

Il piano formativo FILM “Formazione Innovativa per i Lavoratori Metalmeccanici” AVS/001A/17I finanziato su questo avviso è un progetto realizzato dall’ATS costituita da POLIEDRA Progetti Integrati S.p.A.(capofila), Saip Formazione S.r.l., Co.S.Mo. Servizi S.r.l., Civita S.r.l., FOR.P.IN. S.c.ar.l. ed è stato redatto compiendo uno studio del contesto a partire dai cambiamenti del settore metalmeccanico, le esigenze normative, nonché le relative esigenze imprenditoriali a livello nazionale, regionale e locale, con una particolare attenzione agli elementi innovativi e competitivi; si è proceduto individuando, tramite l’analisi della domanda e dei fabbisogni, le peculiarità della singola azienda aderente, tenendo in considerazione l’esperienza di Poliedra e dei membri dell’ATS nella progettazione ed erogazione dei diversi piani di formazione presentati sulla linea competitività.

Nel corso dell’estate 2017, l’ATS proponente ha avviato un’attività di informazione in merito all’avviso 4/2017 sia presso le aziende del settore metalmeccanico appartenenti al proprio portafoglio clienti sia, nelle rispettive regioni, all’insieme delle imprese iscritte a Fondimpresa e appartenente al settore metalmeccanico. Da tale iniziativa si è riscontrato un forte interesse in particolare da parte delle aziende che avevano già avuto modo di partecipare precedentemente a piani presentati dai membri dell’ATS: delle 62 aziende aderenti, 48 appartengono già al portafoglio clienti di Poliedra e dei partner. Questo aspetto è un segnale di fiducia delle imprese che hanno già sperimentato la formazione e desiderano continuare nel cammino avviato. Sono 14 le aziende “nuove” che finora non hanno mai partecipato ad azioni formative finanziate da Fondimpresa.

Nella tabella seguente viene presentata la distribuzione delle imprese nelle rispettive regioni:

La domanda di formazione espressa dalle 62 aziende presenti nel Piano si è concretizzata in un’ipotesi d’intervento comprendente 79 azioni formative, 7 delle quali a carattere interaziendale. L’insieme delle azioni formative previste è riconducibile a tre aree tematiche, comprese tra le sei indicate dall’Avviso 4- 2017 ‘Competitività’. Si tratta delle aree attinenti la qualificazione dei processi produttivi e dei prodotti, la digitalizzazione dei processi aziendali, l’internazionalizzazione (si veda tabella 1) che perseguono l’obiettivo generale di supportare o innescare processi atti a rafforzare la competitività aziendale.

Tabella 1 – Riepilogo delle aree tematiche coinvolte nelle azioni formative richieste dalle azienda

L’area finalizzata alla qualificazione dei processi produttivi e dei prodotti è quella che ha ottenuto, da parte delle imprese aderenti al Piano, l’adesione più ampia. Hanno chiesto di realizzare azioni formative a essa riconducibili 33 aziende, seguite, nell’ordine, dalle 24 aziende orientate alla realizzazione d’interventi per l’internazionalizzazione e dalle 13 aziende interessate a iniziative formative per la digitalizzazione dei processi aziendali (tabelle 2 e 3)1.

Tabella 2: Distribuzione della domanda di formazione per area tematica e dimensione aziendale

Tabella 3: Distribuzione della domanda di formazione per area tematica e area d’attività aziendale

Obiettivi specifici delle imprese che manifestano l’esigenza di attuare azioni formative finalizzate alla qualificazioni dei processi produttivi e dei prodotti. Quasi la metà delle imprese che hanno aderito al piano hanno manifestato la necessità di sviluppare le competenze finalizzate alla qualificazione dei processi o dei prodotti aziendali. Ciò prevalentemente al fine di: a) offrire alla clientela prodotti e servizi di più elevata qualità, sotto il profilo dell’affidabilità, della riduzione dei difetti, della riduzione e del più stringente rispetto dei tempi di consegna; b) accrescere il grado di efficienza dei processi di produzione nel loro insieme o di specifici segmenti di lavorazione. In ogni caso, i traguardi strategici che le imprese intendono raggiungere attengono: a) la realizzazione di nuovi prodotti o servizi; b) l’ingresso in nuovi segmenti di mercato, o il consolidamento di presenze già in essere; c)la riduzione – o il contenimento della crescita – dei costi di produzione.

Non molto numerose (5) sono le aziende che intendono puntare sulla realizzazione di nuovi prodotti o sulla radicale trasformazione di quelli già in produzione.

Più numerose (11) sono le imprese interessate a innovare le modalità di pianificazione e controllo inerenti singole funzioni (con una netta prevalenza della produzione, seguita da logistica e manutenzione) o l’insieme dei processi aziendali. Quattro aziende intendono operare per la qualificazione dei processi commerciali, in special modo il marketing.

La parte prevalente delle aziende restanti (9) ritiene di dover avviare percorsi di qualificazione attraverso l’introduzione di specifiche tecnologie o tecniche. Di queste ultime: sette sono orientate all’uso (o al migliore impiego) di competenze direttamente correlate alle lavorazioni (montaggio, fresatura, verniciatura, ecc.); altre rivolgono la loro attenzione a tecnologie di progettazione, all’uso di nuovi materiali, di nuovi impianti. Una sola azienda è interessata a sviluppare nuove tecnologie informatiche.

Più marginali sono le richieste di qualificazione dei prodotti e dei processi attraverso cambiamenti di carattere organizzativo, non innovativo, per mezzo dell’introduzione di nuovi strumenti di pianificazione e controllo economico.

Obiettivi specifici delle imprese che manifestano l’esigenza di attuare azioni formative orientate alla digitalizzazione dei processi aziendali. L’area della digitalizzazione è quella che accomuna 13 imprese, distribuite su più aree di attività e dimensioni aziendali (fatte eccezione per le grandi aziende), a conferma del fatto che tale tematica interessa in modo trasversale il tessuto produttivo, nel quale l’utilizzo di strumenti digitali sta continuando a crescere.

I progetti di digitalizzazione presentati riguardano differenti aree aziendali. Una particolare attenzione sembra esserci, da parte delle imprese aderenti al Piano, verso la digitalizzazione dei sistemi di pianificazione e controllo dei processi aziendali nel loro insieme o di alcuni segmenti delle attività aziendali (la produzione, la logistica in primo luogo), obiettivo segnalato da circa la metà delle imprese impegnate in uno sforzo di digitalizzazione. Le restanti aziende hanno identificato filoni di sviluppo nei quali la digitalizzazione dei processi aziendali sarà di supporto ai processi amministrativi e contabili, alla comunicazione verso l’esterno dell’azienda e alla gestione delle relazioni con la clientela (CRM).

Un minore numero di aziende intende avviare processi di digitalizzazione orientati all’ulteriore sviluppo dei sistemi informatici: tra questi è significativo il ricorso alle metodologie del cloud computing.

Obiettivi specifici delle imprese che manifestano l’esigenza di attuare azioni formative finalizzate all’internazionalizzazione. Le tematiche che riguardano l’esportazione dei prodotti tocca da vicino le aziende metalmeccaniche; secondo Federmeccanica3, il settore esporta beni per circa 200 miliardi di euro che rappresentano quasi la metà del fatturato settoriale. L’attivo della bilancia import/export (60 miliardi di euro) del settore metalmeccanico riequilibra quello dell’intera economia italiana, strutturalmente deficitaria nei settori energetico e agroalimentare.

Anche sul presente piano, si può osservare come oltre un terzo delle aziende inserite abbia individuato nell’internazionalizzazione il filone sul quale basare le proprie strategie di sviluppo a breve e medio termine. Per la maggior parte (in quattordici casi su ventiquattro) tali imprese hanno identificato nel potenziamento della comunicazione linguistica (con clienti, fornitori, colleghi stranieri, casa madre) il punto focale sul quale concentrare gli sforzi formativi. Numerose sono, infatti, le aziende che intendono perseguire un maggior livello di preparazione del proprio personale per l’interlocuzione “tecnica” con soggetti stranieri, prevalentemente mediante l’utilizzo dell’inglese (seguito dal francese e dal tedesco) come lingua veicolare in diverse aree (commerciale, tecnica, amministrativa, relativa alla logistica e alle consegne). La domanda di competenze linguistiche è sempre orientate all’acquisizione una maggiori competenze tecniche: si tratta, in altri termini, di una domanda rivolta non più alla conoscenza di base della lingua straniera, ma all’acquisizione delle capacità di risolvere problemi complessi di natura tecnica, organizzativa, commerciale e amministrativa.

Per quanto riguarda i restanti casi: quattro aziende necessitano di sviluppare strategie di marketing per estendere la propria presenza sul mercato internazionale; tre aziende necessitano di acquisire le capacità necessarie per operare sulla base alle ultime modifiche normative sulle forniture aerospaziali; due impresa ha manifestato la necessità di approfondire gli aspetti relativi alla gestione e al controllo economico e finanziario correlati con le esportazioni; un’azienda è interessata ad approfondire gli aspetti normativi e procedurali che regolano le esportazioni.

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